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FIRMA ENERGETICA

La Firma Energetica - parte prima

In “LE LOBBY RINNOVABILI” era presente un gravissimo errore per un progettista termotecnico, un errore da radiazione dall’Albo degli Ingegneri, un errore talmente evidente di cui TUTTI avrebbero dovuto accorgersene, eppure solo un ingegnere, che quotidianamente affronta questi argomenti, l’ha scoperto.

E gli altri?

Progettisti di IMPIANTI FOTOVOLTAICI, casalinghe, ingegneri, operai, architetti, muratori, impiegati, geometri, medici, addetti ai lavori; nessuno che si sia accorto dell’errore, anche se io li avevo esortati a controllare i calcoli!

Per premiare l’abilità dell’unico attento lettore inserisco la sua correzione.

 

“...Mi limito ad analizzare le considerazioni che vengono illustrate, nell’articolo da lei riportato, in merito al bilancio energetico:

Il confronto energetico deve essere svolto comparando quantità omogenee e quindi confrontabili… è quindi corretto confrontare l’energia primaria risparmiata attraverso la produzione fotovoltaica con quella risparmiata dalle lampadine a basso consumo, quindi:

Per il PV: 2500 kWh / 0,46 (il rendimento medio del parco termoelettrico secondo la Delibera EEN 3/08 del 1/4/08) = 5435 kWh energia primaria risparmiata

Per le lampadine: 7869 kWh/anno / 0,46 = 17107 kWh/anno energia primaria risparmiata

Quindi la differenza tra le due opzioni è pari a 17107 – 5435 = 11672 kWh/anno”

 

Ebbene si.

Questo era l’errore presente, che sarà immediatamente corretto nell’originale.

 

Per carità, il senso dell’articolo resta lo stesso, anzi, dimostra che 44 lampadine fanno risparmiare molto di più, ma dimostra, soprattutto, come noi progettisti possiamo manipolare i calcoli, classificare a nostro piacimento un appartamento, un locale, un ufficio, un’industria senza che NESSUNO se ne accorga.

A questo punto, per dimostrare che, con l’attuale legislazione, siete COM-PLE-TA-MEN-TE nelle nostre mani, introdurrò un documento: l’Attestato di Qualificazione Energetica.

Documento che ogni progettista dovrebbe redigere e consegnare a chi ha acquistato un immobile, o chi ha richiesto la detrazione del 55% per interventi di riqualificazione energetica.

Esso rappresenta il riassunto di tutti i calcoli che il progettista ha svolto per progettare o analizzare un edificio ed è il documento che, temporaneamente in Piemonte, classifica un edificio come attualmente sono classificati gli elettrodomestici. Più è alto è il numero presente al punto (29) più la classe energetica dell’edificio è scadente (valori tipo ,D, F o G degli elettrodomestici).

Dovrebbe essere un documento fondamentale per gli interventi futuri e, in caso di compravendita, dovrebbe informare l’acquirente sulla bontà energetica dell’appartamento/capannone industriale/ufficio che andrà ad acquistare.

Il documento in questione, nonostante la correttezza dell’indice di prestazione energetico, pari a 208,12 kWh/m2 all’anno punto (29), è incompleto (spiegherò il perché nell’articolo GLI ATTESTATI DI QUALIFICAZIONE ENERGETICA).

Sfido adesso l’attento ingegnere a verificare, con il solo documento, eventuali errori nel calcolo dell’indice di prestazione energetica dell’edificio in oggetto.

IMPOSSIBILE!

 

Fornisco invece agli altri esseri umani questo documento, dove metto a disposizione su un grafico i calcoli eseguiti per ricavare il numero 208,12 kW/m2 all’anno.

In questo modo QUALSIASI ESSERE UMANO sarebbe in grado di verificare i calcoli di QUALSIASI progetto e nell’articolo “LA FIRMA ENERGETICA parte seconda” spiegherò ai miei attenti lettori come.

Una vera RIVOLUZIONE ambientale e, tra l’altro, NON VIOLENTA!

Finalmente IL POPOLO SOVRANO!

Ma come diceva un presentatore televisivo “la domanda nasce spontanea”.

Perché il legislatore italiano non rende obbligatoria la FIRMA ENERGETICA?

Chi potrebbe temere che i progettisti divulghino i propri calcoli e li rendano facilmente controllabili?

Non sicuramente i progettisti onesti. Per ottenere il numerino, se sono stato un professionista onesto, dovrò aver fatto dei calcoli dunque; perché dovrei aver paura a diffonderli?

Non le software house i cui programmi che eseguono i calcoli in modo corretto.

Non chi ha l’interesse a diminuire i consumi energetici.

Perché allora non rendere obbligatoria per legge la FIRMA ENERGETICA?

Forse perché i produttori di carta o di cartucce per stampanti diminuirebbero la loro produzione: gli uni di tanta carta inutile, gli altri di inchiostro?

Io, che redigo quotidianamente questi documenti, preferirei riceverne uno di semplice utilizzo che mi permetta di controllare facilmente i calcoli e VOI ?

Pertanto cari lettori a tutti i progettisti dite:

IO VOGLIO LA FIRMA ENERGETICA!

E’ UN MIO DIRITTO

 

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